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Gnaro
partecipa al progetto alpinistico “Everest – K2 2004 50
anni dopo”. Il progetto prevedeva la salita delle due montagne
più alte del mondo: l’Everest (spedizione a scopo scientifico)
e il K2 (spedizione commemorativa nel 50° anniversario della prima
salita italiana).
Dopo un mese di permanenza al CB (5.000 metri), con il susseguirsi
di salite e discese lungo la parete della montagna per il consueto
acclimatamento e le avverse condizioni atmosferiche, il 26 luglio
2004 alle ore 16.00 dopo 15 ore circa di cammino e 5 giorni trascorsi
oltre i 7.000 metri, raggiunge finalmente la vetta del K2, superando
difficoltà di ogni genere, assieme ad altri 8 alpinisti, 4
italiani e 4 spagnoli.
La salita finale si è protratta più del previsto, a
causa della spessa coltre di neve fresca che ha rallentato la marcia
di avvicinamento. Giunti in vetta soltanto nel tardo pomeriggio, gli
alpinisti sono stati costretti a rientrare al CIV (7.800 metri) con
il buio. |
Purtroppo
2 componenti della spedizione spagnola, arrivati in vetta ormai stremati,
sono riusciti a tornare al CIV solo a tarda notte, nonostante l’aiuto
loro prestato da Gnaro e da un altro componente della spedizione italiana
fino alle corde fisse. Le loro condizioni fisiche erano chiaramente
compromesse: entrambi presentavano congelamenti piuttosto gravi negli
arti inferiori e uno di loro evidenziava anche un principio di edema.
Nonostante le prime cure ricevute al CIV la loro discesa al CB è
risultata lenta e penosa; un giorno intero è occorso ai componenti
della spedizione per giungere finalmente al CB, con l’aiuto
di una squadra di compagni partiti proprio dal CB per dare assistenza
nel recupero dei 2 alpinisti spagnoli infortunati Al rientro in patria
uno dei due alpinisti infortunati ha subito l’amputazione di
tutte le dita dei piedi, mentre l’altro soltanto di tre.
E’ il suo undicesimo ottomila!
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