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I°
tentativo Parete Nord Tibet primavera 1999
Gnaro raggiunge gli 8.200 m dove trascorre 2 notti in attesa che il
tempo migliori. L'insuccesso per il maltempo non gli impedisce di
portare soccorso a 8.000 m, sulla via di discesa, a un alpinista russo
visibilmente in pessime condizioni con gravi congelamenti: Gnaro trasporta
al CB (5.250 m) l'infortunato, recuperando anche i corpi dei 2 compagni
deceduti.
II° tentativo Parete Nord Tibet primavera 2000 |
Il
18 maggio, viste le buone condizioni meteorologiche, Gnaro parte per
l'attacco finale alla vetta. La notte è bellissima e stellata
anche se le temperature raggiungono punte di -40°. Oltrepassa
il II Step e raggiunge quota 8.600 m quando all'improvviso si scatena
un violento temporale. Ridiscende al C III (8.200 m); qui si accorge
che gli spagnoli, anch'essi impegnati nel tentativo alla cima, non
arrivano. Gnaro allora torna sui suoi passi per cercarli nella bufera;
finalmente li ritrova e tutti insieme raggiungono il C III dove si
riparano in attesa che il tempo migliori per affrontare la discesa
al CB. Un paio di giorni dopo Gnaro risale a 8.600 m per recuperare
una ragazza basca rimasta bloccata dal brutto tempo e per la mancanza
di forze mentre tentava la cima. Naturalmente Gnaro compie tutte queste
salite senza l'ausilio dell'ossigeno.
III° tentativo Parete Sud Nepal primavera 2001
Questa volta Gnaro decide di provare dal versante nepalese. Finalmente
il 22 maggio, partendo dagli 8.000 m del Colle Sud, alle ore 10,30
(dopo 10 ore di cammino) senza l'ausilio dell'ossigeno raggiunge la
tanto sospirata vetta della montagna più alta della terra con
i suoi 8.848 m: la fine di un incubo! E' il suo quinto ottomila. |
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