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Dopo aver scalato tre ottomila in 4 mesi, Gnaro si aggrega a una spedizione internazionale e parte per tentare l'ascesa alla "montagna bianca". La salita alla vetta si dimostra più dura del previsto a causa del vento che soffia con un'intensità incredibile creando placche di ghiaccio gigantesche lungo buona parte del pendio. Le abbondanti precipitazioni nevose verificatesi nei giorni precedenti l'attacco finale contribuiscono a rallentare la marcia: gli alpinisti devono fare la traccia di risalita.
Il 12 ottobre 2001 alle ore 11,15 Gnaro e 4 alpinisti italiani raggiungono i tanto sospirati 8.167 m del Dhaulagiri. Nonostante il felice esito della scalata, non c'è esultanza: l'impresa viene funestata dal decesso di un amico alpinista spagnolo che scivola sul traverso a 7.800 m durante la discesa dopo l'ultimo tentativo alla vetta. La gioia per l'ottavo ottomila è segnata dal grande dolore per la perdita di un amico con il quale Gnaro aveva condiviso molte spedizioni.