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ALPINISMO D’ALTA QUOTA, 2010
Per chi ha sognato davanti ai racconti e alle immagini delle scalate in alta quota. Per chi vuole sognare ancora, per chi vuole scoprire curiosità e meccanismi delle spedizioni alpinistiche e soprattutto per chi vuole trasformare i suoi sogni in realtà. Ecco a chi è dedicato “Alpinismo d’alta quota”, il libro di Silvio “Gnaro” Mondinelli che da pochi giorni è in libreria. Pronto a svelarvi tutti i segreti dei viaggi in Himalaya e delle cime più alte del mondo.
Dall’allenamento alla vita del campo base, dalla progettazione ai costi, dai rapporti con i compagni di spedizione alla preparazione dei bidoni, dalla salita in vetta al rientro a casa. Questo libro è davvero un pezzo immancabile per le librerie degli appassionati, soprattutto di quelli che sognano di organizzarsi un viaggio in terre lontane, che si tratti di una cima o di un semplice trekking.
“Non tutti possono arrivare in cima al K2 – scrive Mondinelli -, ma ciascuno di noi può provare l’emozione di partire per una spedizione in terre lontane, conoscere persone e posti incantevoli e condividere queste esperienze con i propri amici. Questo libro è dedicato a tutte le persone che, ascoltando i nostri racconti, leggendo le nostre avventure o guardando filmati, hanno provato un misto di invidia e ammirazione: vi svelerò tutti i miei segreti, in modo che anche voi possiate, se lo vorrete, provare a vivere la vostra esperienza”.
Ed ecco pronte trecento pagine di curiosità, consigli ed esperienze di vita, snocciolate con l’inconfondibile semplicità ed entusiasmo di Mondinelli. Storie che arrivano da un bagaglio di oltre 30 spedizioni, 14 ottomila senza ossigeno e innumerevoli soccorsi d’alta quota, attraverso le quali potrete immergervi nel mondo dell’Himalaya e delle spedizioni alpinistiche.
Il tutto è corredato dalle immagini mozzafiato scattate da “Gnaro”, che come molti sanno è anche un eccezionale fotografo, e dai suoi compagni di spedizione; nonchè da schede di approfondimento sugli argomenti più curiosi: geologia, telecomunicazioni ed elettricità, materiali, agenzie, gestione delle emergenze, alimentazione, meteorologia e tradizioni locali.
Perchè la montagna non è solo la cima. E Mondinelli l’ha dimostrato con i fatti: a volte rinunciando e sempre rispettando i valori dell’onestà, dell’umiltà e della correttezza. Ma anche lavorando per le popolazioni locali con la Onlus Amici del Monte Rosa, dedicandosi al soccorso in montagna e a spedizioni scientifiche come quelle del Comitato EvK2Cnr a Colle Sud, dove ha installato la stazione meteorologica più alta del mondo.
“La parte più bella dell’andare in montagna – dice Mondinelli – è tutto quello che ruota attorno alla spedizione, dal momento della scelta della meta passando attraverso tutto ciò che accade nelle settimane in cui dura l’avventura”.
Un’avventura appassionante e unica, che si basa su due comandamenti fondamentali: sicurezza e divertimento. Ma vuole, come pre-requisito, una valutazione realistica delle proprie capacità tecniche e fisiche. Particolarmente interessante il capitolo dedicato ai costi e ai finanziamenti delle spedizioni, che svela un mondo spesso difficile da immaginare per chi non è mai stato in Himalaya.
Arrivato in libreria giusto in tempo per diventare un inedito e appassionante e regalo di Natale, “Alpinismo d’alta quota” diventerà il “libro di testo” della Himu, High Mountain University, la scuola d’himalaysmo che Mondinelli ha fondato alcuni mesi fa per insegnare agli appassionati come affrontare una spedizione alpinistica.
Il libro, in vendita al prezzo di 24,90 euro,  è anche l’ultimo gioiello della collana di manuali di montagna della Hoepli, casa editrice del volume, che comprende già, fra gli altri, “Arrampicata sportiva” di Wolfgang Gullich, “Medicina e salute di montagna” di Annalisa Cogo o “Il monte Cervino di Guido Rey.
SOLO IN BATTAGLIA, 2009
Alagna Valsesia, otto e un quarto della mattina. Caffè delle guide. “Ciao Gnaro”, lo saluta la ragazza dietro il bancone. “Ciao” risponde Silvio. “Ciao Gnaro” dice un ragazzo seduto ad un tavolo. “Ciao”. Si appoggia al bancone. “Mi fai la solta spremuta perfavore?”. “Dove vai di bello?” chiede la ragazza mentre taglia le arance. “Oggi sci e chiacchiere”.
“Mi piacciono le foto ingiallite, i treni, l’odore delle corriere – racconta Mondinelli -. Da ragazzino, quando marinavo la scuola, invece di stare in giro a fare il balordo andavo alla stazione a vedere i treni. A Brescia, sul Castello, c’era una locomotiva a vapore. Le ragazze mi lasciavano perchè quando andavamo là, io non guardavo ne il panorama nè loro: solo la vecchia locomotiva”.
“Per noi alpinisti la fiducia nell’altro è cieca – prosegue -. Dimmi un altro sport dove affidi la tua vita al tuo compagno di scalata. Ho fatto qualcosa in solitaria, ma non molto. In cima a due ottomila sono arrivato da solo, ma ho provato meno soddisfazione. Mi piace arrivare su con gli altri per condividere emozioni, gioia, tristezza, fatica”.
E’ così “Solo in battaglia” di Luca delli Carri: parole in libertà, sensazioni che affiorano spontaneamente, una dopo l’altra, episodi che rivelano la personalità dei “campioni che ogni giorno sfidano la paura”. I protagonisti del libro, uscito pochi giorni fa nelle librerie, sono Silvio Mondinelli, 14 ottomila senza ossigeno: lo zingaro del cielo. Mattia Pasini, campione del Moto GP: il fantino angelico. E Vittorio Malingri, il velista da record in solitaria sull’Atlantico: il sognatore oceanico.
Ma in questo libro, i record fanno solo da cornice. Delli Carri vive con i campioni per qualche giorno, mentre preparano le loro imprese. Ascolta. Fotografa i loro gesti, e lascia loro le parole per raccontarsi. Passo dopo passo si lasciano andare. E il lettore, per la prima volta, scopre l’altra faccia del campione che prima, distrattamente, ammirava solo per le gesta fuori dall’ordinario.
“Ero stufo di giochi di prestigio, colpi di teatro, titoli eclatanti e tutto ciò che appare come non è – scrive l’autore nella prefazione -. Avevo bisogno di tornare alla purezza, così sono partito e sono andato a vedere di persona come vive e cosa pensa chi quotidianamente si confronta con il rischio. Il rischio di farsi male e perfino di morire, ho pensato, elimina le cose inutili”.
L’intuizione si è rivelata esatta. “Se hai uno scopo non senti la fatica – racconta Mondinelli ad un tratto del libro -. Dalla forza di volontà che ci metto, io mi dimentico di bere e di mangiare. E’ una cosa bestiale. Quando sono andato all’Everest, in tutte quelle ore ho bevuto tanto così di acqua e mangiato due cioccolatini. E’ proprio la  testa. E’ l’animale che quando ha paura non pensa a nient’altro che a salvarsi. Avere paura ti aiuta a restare concentrato. Ma se è vero che non c’è niente di impossibile, è anche vero che l’importante è il rispetto. Per la montagna, soprattutto, ma anche per le regole del gioco”.
E così Mondinelli racconta, una dopo l’altra, storie di spedizioni passate, di vita quotidiana, della famiglia e dei suoi bimbi, dei soccorsi. Lo fa mentre passeggia sulle montagne di casa, beve un tè dopo l’allenamento, passa al bar prima della sciata quotidiana. Non sta fermo, è sempre in movimento, e anche nel racconto, è un fiume in piena.
Ma il momento in cui l’autore lo trova più vero è mentre si allena. “Lo sguardo fisso, all’infinito, che è lì, prossimo – scrive Delli Carri – il bianco di una neve sempre uguale e sempre nuova, senza approdo nè fine. Silvio è un uomo-macchina. Anzi, una macchina umana, forgiata dalla fatica e dalla vita severa. fatta per andare in vetta a qualsiasi costo. Salendo, non cerca se stesso nè di esprimersi o creare. Non vuole risposte e non ne offre.Non ha traguardi. Non sta andando da nessuna parte. Va in vetta per l’estasi che gli procura salire animalescamente la montagna. Solo comprendendo la pura irrazionalità che lo muove si trova la chiave per entrare nel suo mondo”.
E così, nello stesso modo, il lettore conosce anche gli altri due campioni del libro. “Luca si è presentato con la semplicità che serviva per poter capire che cosa c’è dietro il “personaggio” – ha commentato Malingri -, dietro l’impresa, dietro il sogno di realizzare grandi performance sportive. Chiunque ha un grande sogno e lotta per realizzarlo perde molto dall’altra parte. E certamente si ha paura. Io ne ho spesso, quando sono solo di fronte al mare. Ma è in quei momenti che sento per davvero di esser nato per fare quello che sto facendo. E’ stato bello conoscere persone come me”.
Titolo: Solo in battaglia
Autore: Luca Delli Carri
Casa Editrice: Fucina
Pp. 334
Prezzo: 15.00 euro
Sfondo sito web Gnaro Mondinelli