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Autunno 1997 - La montagna denominata anche «La dea del turchese». Dopo aver montato il C I e C II Gnaro ridiscende al CB dove viene informato che a 7.000 m c’è un alpinista bloccato in pessime condizioni fisiche e psicologiche. Senza indugiare, la mattina seguente all’alba assieme a due suoi compagni di spedizione raggiunge l’alpinista in difficoltà e lo trasporta al CB, dove i medici presenti possono praticargli le prime cure per i gravi congelamenti alle mani (purtroppo dovrà subire l’amputazione di alcune falangi). Nei giorni successivi al soccorso il vento non dà mai tregua e distrugge varie tende dei campi alti. Finalmente il tempo si stabilizza e il 15 ottobre 1997 partendo dal C I raggiunge la cima e ridiscende direttamente al CB. E’ il suo quarto ottomila.

Primavera 2007 - Nel 2007, a 10 anni dalla prima salita sulla “Dea del turchese”, Gnaro decide di unirsi a un gruppo di alpinisti italiani che hanno scelto il Cho-Oyu quale meta della loro spedizione. Per Gnaro l’obiettivo è quello di ottenere una buona preparazione per il tentativo che dovrà effettuare in giugno sul Broad Peak in Pakistan, suo ultimo ottomila da scalare per completare lo “slam” delle 14 vette più alte del mondo.

Dopo solo 10 giorni di permanenza al CB, avendo risalito il pendio non oltre il CII per un paio di volte e nonostante il tempo instabile, il 1 maggio 2007 nel primo pomeriggio, assieme al compagno di spedizione Marco Confortola, lascia il CB. Effettuando soltanto delle brevi soste nei campi alti, in tende gentilmente messe a disposizione dalle altre spedizioni, la mattina successiva verso le 9 da solo raggiunge la vetta e nel tardo pomeriggio è già di ritorno al CB. Decisamente un bel “training” per il Broad Peak!